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Tomba Brion, San Vito d'Altivole, Treviso, 1969-78
Dopo la morte di Giuseppe Brion, avvenuta il 12 novembre 1968, la moglie Onorina decide
di commissionare la progettazione della tomba di famiglia a Carlo Scarpa. Nel cimitero
di San Vito i Brion possedevano già un piccolo appezzamento di terreno, ma è in questa occasione che Onorina acquista un lotto esterno, disposto a “L” lungo i lati est e nord
del cimitero. Scarpa si trova quindi a operare in uno spazio di oltre 2000 metri quadrati .
Il complesso viene disposto su un piano rialzato rispetto al livello di campagna,
e Scarpa lo circonda da un alto muro inclinato verso l'interno: questa cortina esclude
alla vista dall'esterno lo spazio cimiteriale e allo stesso tempo permette
ai visitatori di vedere il paesaggio.
II maestro articola la composizione intorno a una serie di oggetti architettonici: la chiesa,
la sepoltura dei familiari, le tombe dei coniugi Brion, il padiglione sull'acqua.
Percorrendo gli itinerari tracciati da Scarpa all'interno dell'area sepolcrale è chiaro come la posizione di ogni elemento sia calibrata, anche visivamente, rispetto a quella degli altri.
Le costruzioni sono cariche di simbologie, tradotte in architettura, legate ai temi
dell'unione coniugale, della vita e della morte. Alla tomba Brion si accede direttamente
da un ingresso a fianco della chiesa, costruito ex novo da Scarpa e chiuso da un cancello, oppure passando attraverso il cimitero. Le due entrate corrispondono
a prospettive e percorsi diversi.
Oltrepassato il cancello si incontra la chiesa, quasi completamente immersa nell'acqua, introdotta da un piccolo atrio triangolare connesso alla pianta quadrata; tutta la struttura appare organizzata secondo una serie di visuali oblique. Il percorso continua attraverso un corridoio tangente alla cappella, illuminato da lunghe feritoie, all'uscita del quale appare, sulla sinistra, la struttura nella quale sono sepolti i congiunti: il grande spiovente copre uno spazio la cui straordinaria complessità è leggibile solo dall'interno.
In lontananza è visibile il luogo di sepoltura dei coniugi Brion, posizionato nel punto di giunzione delle due ali del lotto. Questo è lo snodo dell'intero sistema e il nucleo ideale della composizione: l'area che ospita le preziose urne di Giuseppe e Onorina è una cavea protetta all'ombra dell'arcosolio, riccamente decorato nell'intradosso da tessere in mosaico.
Sul fondo del prato si trova il bacino d'acqua che ospita il padiglione della meditazione,
di metallo e legno, accessibile attraverso un corridoio aperto sul fianco da due cerchi intersecati. Questi ultimi elementi, ricchi di forza simbolica, costituiscono il fuoco prospettico dell'ingresso dal cimitero. Al padiglione sull'acqua, l'unica parte interdetta
ai visitatori, si giunge abbassando una porta in bronzo e cristallo. Scarpa continuerà
a occuparsi dello studio del complesso Brion fino alla morte.
Questo luogo ospita, in una piccola area appartata, la tomba del maestro.
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